La fotografia e i Fotografi

Neil Folberg, la visione oltre il possibile

Scritto da Riccardo Pirana • Mercoledì, 6 marzo 2013 • Categoria: Fotografi




Nahal El-Al, Golan, 2012, Archival Pigment Print Edition of 5?
36 x 30"/92 x 76 cm
?Esposizione: ISO 100, 1/60 sec a f/14


 “Ho avuto il privilegio di studiare fotografia con Ansel Adams, il quale amava il progresso tecnologico e se ne avvantaggiava. Sarebbe stato felice di usare questa attrezzatura!”
Neil Folberg


"I limiti della fotografia hanno sempre coinciso con quelli tecnologici e i fotografi hanno sempre spinto la loro visione fino ai limiti del possibile. Quel limite tecnologico per me si è spostato in avanti quando ho acquistato un dorso Leaf Aptus-II 12 AFi caratterizzato da un’estesa gamma dinamica e da una raffinata risoluzione. Quando ho visto quello che potevo fare con quel dorso ho iniziato a sviluppare un’estetica che mi era consentita da quel livello di risoluzione e permette di realizzare immagini di dimensioni di ampiezza proporzionata. È opportuno notare che quando ho testato questo dorso confrontandolo con il precedente modello da 33 Mpixel ho realizzato solo piccole stampe ma, anche così, la differenza in termini di profondità e risoluzione era evidente.

Quando il critico d’arte William Meyers del Wall Street Journal ha visitato la mia mostra è stato immediatamente colpito dalle grandi stampe e dal livello di dettaglio che le caratterizza. Mi ha subito chiamato per chiedermi come avessi ottenuto quel risultato, quale tipo di fotocamera avessi usato per rendere un tale effetto di profondità nelle immagini. In un suo articolo ha scritto: ‘Il [dorso] Leaf [di Folberg], che cattura immagini a 80 Megapixel … produce stampe dal dettaglio spettacolare; la foto dal titolo "Michmash Valley, Grazing" (2012) persone e pecore di dimensioni incredibilmente piccole sono chiaramente distinguibili sulla collina. Mano a mano che lo sguardo si allontana lungo la valle, le colline più lontane si vedono distintamente. L’effetto è un convincente senso di profondità e uno sconcertante realismo; la nitidezza senza precedenti dà l’impressione di vedere quella terra per la prima volta… il dorso Leaf cattura l’istante con precisione meticolosa. Folberg ha capito che la tecnologia ci apre delle possibilità, che qui sfrutta per infondere una dimensione temporale dentro le immagini di un’antica terra.’ Teniamo conto che questo è un critico d’arte che scrive una recensione artistica.”

 “In passato, parlando dei miei lavori, raramente citavo i dettagli tecnici, ma in questo caso mi è sembrato impossibile non farlo: la gente vede la nitidezza di queste immagini e ne rimane sbalordita.”



Sweet water springs flow into receding Dead Sea, Einot Tzukim, 2011 Archival Pigment Print Edition of 5
36 x 30"/92 x 76 cm
Esposizione: ISO 50, 1 sec a f/16 con filtro split neutral density e obiettivo Schneider 40mm Super-Angulon f/3.5


“La maggior parte degli immissari del Mar Morto è stata deviata per vari scopi, per cui il livello delle acque è molto, molto più basso rispetto al passato. Fino a pochi anni fa il luogo dove mi trovo adesso era coperto di acqua. Attualmente le nuove sorgenti di acqua dolce che defluiscono da questo punto verso il Mar Morto sono scoperte e formano dei mini canyon nel fango. A proposito di fango, proprio prima di scattare questa immagine ci sono scivolato sopra e sono atterrato sulla mano sinistra (per fortuna tenevo la fotocamera con la destra) e mi sono procurato una frattura al polso sinistro. Ho fatto di tutto per evitare di avvicinarmi troppo al precipizio di fango che avrebbe facilmente ceduto sotto il peso di una persona. Non so come abbia fatto ad avere la presenza di spirito di scattare quest’immagine con il dolore che ho sentito. Forse ho pensato che con un dolore così forte almeno la foto doveva essere bella abbastanza da giustificarlo! Ho messo a fuoco accuratamente assicurandomi che il fango e le canne in primo piano fossero nitidi, poi sullo schermo LCD ho controllato la messa a fuoco sia di questi punti sia dell’orizzonte controllando nello stesso tempo l’istogramma. Con la pellicola, catturare questo livello di dettaglio nelle ombre scure e nel fango con il sole proprio sul punto del levare sull’orizzonte illuminato sarebbe stato impossibile. Non avevo dubbi, invece, che sarebbe stato facile ottenere questo effetto grazie al dorso Leaf.”



Sito web di Neal Folberg: www.visiongallery.com
Altre foto di Neal Folberg su Mamiya Leaf Gallery

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