La fotografia e i Fotografi

Window light: luce riflessa filtrata, la più morbida

Scritto da Piero Principi • Mercoledì, 2 novembre 2011 • Categoria: Tecnica



Il Window Light, se pur simile al bank, presenta una grande differenza costruttiva; il flash all’interno non è orientato verso il telo bianco, ma verso la curvatura del window light stesso.




Pur simile al bank, il Window Light presenta una grande differenza costruttiva; il flash all’interno non è orientato verso il telo bianco, ma verso la curvatura del window light stesso.

Classificazione
La particolare costruzione del window light si può paragonare alla somma dell’ombrello con il soft box, questo perché i raggi del bulbo flash vengono riflessi dalla forma parabolica dell’accessorio (come nell’ombrello) e poi subiscono una rifrazione ortotropa tramite il telo bianco (come nel soft box).







Possiamo quindi definire la luce del window light una luce riflessa filtrata. Proprio per questo motivo, la luce generata da questo accessorio si presenta come la più morbida in assoluto. Basta osservare la foto del batterista jazz con la quasi assenza di ombra per capire la grande delicatezza di questo strumento.






Quando si usa

L’utilizzo del window light in studio è quanto mai vario e generalizzato. Si va dal ritratto estremamente morbido con luce laterale allo still life di oggetti sul tavolo in plexiglass.

Le generose dimensioni di questo accessorio, inoltre, lo rendono ideale per un utilizzo di “scrittura” della luce, quando cioè vogliamo fotografare un oggetto riflettente con un riflesso costante, morbido e lineare, che permette di evidenziarne le forme.

Un uso molto semplice ma altresì efficace del window light consiste nel posizionarlo in orizzontale, dall’alto e leggermente in controluce rispetto al soggetto; con l’ausilio di un pannello riflettente davanti, per schiarire le ombre, si ottiene un risultato che nella maggior parte dei casi risolve le situazioni fotografiche dell’oggettistica semplice da catalogo.

Posto lateralmente in posizione verticale, invece, simula perfettamente la luce di una finestra (da qui deriva il suo nome) per immagini d’effetto sia nel campo della moda, delle riproduzioni d’arte, sculture, sia di tutti gli oggetti che per la forma particolare necessitano di una luce morbida e avvolgente.

Infine, proprio per la sua morbidezza, lo si può usare come luce finestra in controluce senza rischiare che la sua potenza bruci troppo il soggetto. Si tratta sostanzialmente di una luce molto morbida e questo permette una versatilità non comune agli altri accessori.

È infatti morbida più di un ombrello ma permette un utilizzo di “scrittura” tipico del bank, per la sua forma regolare.

Quando non si vuole creare una luce troppo contrastata e zonale, l’utilizzo del window light permette il raggiungimento di un’atmosfera delicata, gentile e raffinata. Se stiamo fotografando alcuni prodotti dal design raffinato e pulito, la luce e l’atmosfera di questo accessorio risulterà essere il miglior alleato.

Nella foto in basso, possiamo notare come l’utilizzo del window light, posizionato verticalmente a sinistra riesca a conferire al soggetto una luminosità raffinata, morbida e idonea allo scopo. Il grande riflesso rettangolare nella pupilla riesce, oltre che a rendere brillante l’occhio, a conferire alla ragazza positività e serenità, unitamente alla sua espressione. L’obiettivo dell’immagine era quello di evocare sicurezza, serenità, fiducia e allegria; doti che la ragazza in questione voleva comunicare per convincere i suoi potenziali elettori.



La soluzione per il fotoamatore

Continua la lettura qui


Tratto dal volume Illuminare, di Piero Principi

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