La fotografia e i Fotografi

La luce morbida dell'ombrello

Scritto da Piero Principi • Lunedì, 17 ottobre 2011 • Categoria: Tecnica



Qualche superstizioso, probabilmente, salterà questo capitolo pur di non aprire nessun ombrello dentro il suo studio, ma vi consiglio invece di leggerlo attentamente, perché la luce tipica generata dall’ombrello è veramente di grande effetto e utilità.





Classificazione

Per illuminare un soggetto con la luce dell’ombrello occorre rivolgere il flash nella direzione opposta e inserire, nell’apposita feritoia, l’asta dell’ombrello. I raggi che colpiranno la superficie argentata (o bianca) verranno riflessi verso il soggetto.




È ovvio, quindi, che ci troviamo in una situazione di luce riflessa. La luce riflessa è senza alcun dubbio la luce più morbida tra quelle esaminate sino a ora; è sufficiente osservare l’ombra quasi nulla del batterista jazz per verificare come la luce di questo accessorio sia delicata e avvolgente.




L’angolo di propagazione della luce generata dalla riflessione dell’ombrello è naturalmente molto esteso, proprio perché è ampia la dimensione della sorgente luminosa (l’ombrello appunto). Dalla tabella in alto, possiamo verificare come la luce riflessa, a causa di un percorso più lungo, sia la meno potente in assoluto.




Quando si usa

L’effetto morbido, caratteristico dell’ombrello, fa sì che l'questo accessorio trovi il suo utilizzo ideale in tutte le occasioni in cui ci troviamo a fotografare un soggetto non riflettente che ha bisogno di una luce tenue.

Il ritratto si sposa perfettamente con questa luce che andrà a illuminare il volto con ombre molto delicate e un contrasto bassissimo. Ma non è solo nel ritratto che troviamo l’illuminazione ideale; nello still life di oggetti non riflettenti (stoffe, materiali porosi e altro), la luce dell’ombrello può rappresentare la luce principale.

Insisto con i materiali non riflettenti perché se provate a fotografare una bottiglia di vino usando l’ombrello, avrete un’etichetta perfettamente illuminata con tutta la sua rotondità ma sarete costretti a vedere la forma dell’ombrello riflessa inevitabilmente sul collo della bottiglia.

Un’altra importante applicazione di questo semplice ed economico accessorio consiste nell’inserire una gelatina azzurra nel bulbo del flash e usarlo, con la potenza ridotta, come ulteriore punto luce per “colorare” le ombre.

Questo effetto “riscalda” psicologicamente il resto della foto, conferendo all’immagine un tono solare e la sensazione di aver realizzato l’immagine all’aperto.

Essendo una luce non certo puntiforme, la sua propagazione non segue la regola del “quadrato inverso”, come possiamo notare dalla tabella allegata; inoltre la sua potenza è proporzionale al diametro dell’ombrello.

Un’altra considerazione tecnica riguarda il materiale utilizzato nella superficie riflettente; con il bianco avremo una luce poco potente ma neutra, con l’argento un maggior illuminamento e di colore più freddo, infine con il rivestimento dorato avremo una notevole potenza ma con tonalità molto più calde.

Nella foto grande sotto possiamo notare tutta la morbidezza della luce generata dalla riflessione di un ombrello. La sua caratteristica principale riguarda l’incapacità di far risaltare i dettagli.



Nelle immagini di beauty, si ricerca proprio questa caratteristica per far notare il meno possibile i micro difetti della pelle. L’angolazione della luce ci permette invece di gestire le ombre e l’atmosfera.

La soluzione per il fotoamatore


Continua la lettura qui


Tratto dal volume Illuminare, di Piero Principi



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